Vogliamo riportare uno stralcio della lettera scritta da Edilio Venanzoni, delegato provinciale FIR di Macerata, in occasione della prematura scomparsa di Matteo Bimbo, in quanto riteniamo che Edilio, al di là della tragisca circostanza, abbia saputo sintetizzare l’essenza della filosofia del rugby.
“………….Propongo pertanto di impostare in una chiave più ampia il progetto, fornendo alle scuole stesse un percorso non solo pratico ma anche teorico, di riflessione su principi e regole, validi in campo come nella VITA. Gli spunti sarebbero numerosi (ne parliamo spesso, no?): dalla “meta” come il fine che NON deve però giustificare i mezzi (parafrasando Machiavelli), al “passaggio” da effettuare dietro, perché non sempre la via più facile è quella giusta… ancora, il “placcaggio” come metafora della necessità di lottare, ma seguendo le regole: non si prende la gente per il collo!… Poi il “tenuto”, quale esempio dell’ingiustizia di chi si appropria di qualcosa che invece dovrebbe essere a disposizione di tutti… per non dire del principio del “sostegno”, che dimostra come a volte si possa “avanzare” solo se c’è qualcuno vicino pronto ad aiutarci. Infine lo stesso “terzo tempo”, laddove si impari finalmente a discriminare la festa dal marasma: bere per festeggiare, non festeggiare per bere…
Il rispetto di regole, avversari e arbitro è ciò che permette di giocare, è la libertà di divertirsi… come nella vita, ad esempio, il rispetto del codice stradale è quel che consente a tutti di circolare liberamente… per non parlare di doping, droghe, bullismo, disagio, emarginazione etc., tematiche che potrebbero bene affiancare quella pur nobile dell’integrazione, che ad oggi è però l’unica su cui si fonda il progetto scolastico…”



